EFSA lancia un nuovo strumento per il calcolo dell’esposizione agli additivi alimentari

Dr. Antonio Conto, ERT (Euroepan Registered Toxicologist)

Il nuovo strumento si chiama FAIM (Food Additive Intake Model) ; esso si basa sui dati riferiti al consumo di alimenti raccolti dagli Stati membri per diverse fasce della popolazione. FAIM Consente il calcolo dell'esposizione a nuovi additivi alimentari o ad additivi già autorizzati per i quali viene proposto un nuovo uso. Può anche essere utilizzato per altre aree di attività dell'EFSA, come, ad esempio, i nuovi alimenti (Novel Food). L’esposizione ad una determinata sostanza chimica, in questo caso additivo alimentare, è una dei momenti fondamentali per la valutazione del rischio per la salute umana dei consumatori. La valutazione del rischio si compone di due importanti fasi: la valutazione del pericolo della sostanza che è conseguenza della struttura intrinseca della sostanza chimica e la valutazione dell’esposizione alla stessa sostanza chimica nelle sue condizioni di uso. La successiva stima del rischio non è altro che la relazione tra la pericolosità (in alcuni casi indicata in modo generico come tossicità) e l’esposizione. Ne consegue che sostanze ad alta pericolosità ma bassa esposizione oppure sostanze a bassa pericolosità ma alta esposizione possano avere rischi paragonabili. Da questo principio base si discostano alcune categorie di sostanze definite come particolarmente preoccupanti (SVHC = Substances of Very High Concern) per le quali, essendo esse considerate molto pericolose (cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione) la valutazione del rischio correlato è più complessa. Per queste tipologie di sostanze alcuni regolamenti europei ne prevedono l’eliminazione completa o la loro restrizione di uso (Reg. REACH); in altri casi si applicano i cosiddetti CUT-OFF criteria per limitare il loro utilizzo.

L’utilizzo pertanto dello strumento FAIM deve essere sempre accompagnato da una attenta analisi della sostanza oggetto, del suo profilo di pericolosità e della sua ultima valutazione del rischio associato.

 

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