Food Executive

Ricercatori spagnoli hanno sviluppato un metodo per autenticare vini invecchiati di alta qualità e per quantificare le loro potenziali adulterazioni attraverso l’analisi multivariata e la tecnica della regressione per ottenere immagini digitali RBG. Lo studio, pubblicato sulla rivista Food Chemistry ha preso in esame i vini Rioja Gran Reserva, Crianza e Joven e campioni adulterati sinteticamente di Gran Reserva. Sono state ottenute immagini digitali da un dispositivo singolo preparato artigianalmente; ciascun campione è stato caratterizzato all’intensità 256 della colorazione RBG. L’analisi multivariata dell’immagine ha rivelato differenze tra le tipologie di vino e tra il vino con e senza adulterazione. È stata utilizzata la regressione parziale dei minimi quadrati per sviluppare un modello per la stima del grado di adulterazione dei vini Gran Reserva. La previsione ha mostrato una precisione appropriata e un adatto livello di definizione per quantificare i costi-benefici di un’adulterazione; pertanto, questo metodo, grazie alla semplicità e al basso costo, fornisce una valida alternativa ai metodi chimici tradizionali di autenticazione.

Una nuova indagine di GlobalData dedicata alla regione Asia Pacifico (APAC) rivela che il settore del packaging ha subito una trasformazione significativa negli ultimi dieci anni e continua a evolversi. In questo contesto, i produttori di alimenti e bevande stanno esplorando nuove strategie in linea con il desiderio dei consumatori di condurre uno stile di vita rispettoso dell'ambiente, sostenibile e più igienico.


Fiducia e trasparenza
L'indagine di GlobalData condotta nell’ultimo trimestre del 2018 rivela che il 68% dei consumatori nella regione APAC è sempre o spesso influenzato da quanto un prodotto sia affidabile o privo di rischi. Conseguentemente, i produttori di alimenti e bevande si stanno creando una nicchia attraverso una serie di criteri che vanno dall’affrontare le inefficienze della catena di fornitura all’investire in programmi mirati di campionamento e prova, alla realizzazione di audit contro le frodi per migliorare la soddisfazione dei consumatori.


Innovazione e differenziazione
Sicurezza e qualità stanno trainando una grande innovazione nel settore del packaging per i prodotti di consumo. In un quadro in cui i consumatori mostrano di preferire prodotti con claim che si riferiscono alla semplicità e alla genuinità, con etichette chiare e imballaggi rispettosi dell'ambiente, i produttori si stanno concentrando sul miglioramento dell’etichettatura attraverso l’utilizzo di espressioni quali “da commercio equo-solidale” o fonte alternativa di nutrienti (come le carni vegane) e l’innovazione che va oltre la plastica, assicurando che i materiali utilizzati sono completamente riciclabili.

Il sondaggio di GlobalData condotto invece nel terzo trimestre di quest’anno rivela che il 69% dei consumatori della regione APAC cerca sostenibilità negli imballaggi, mentre il 71% li vuole riutilizzabili. Ad esempio, nel 2019, Chr. Hansen ha lanciato i coloranti naturali Fruitmax Reds a base di patata dolce Hansen, con colori che vanno dal rosso, all'arancio al giallo che possono essere chiaramente e facilmente segnalati nell’elenco degli ingredienti.


Benessere etico
Dal sondaggio di GlobalData del quarto trimestre 2018 emerge che il 65% dei consumatori della regione Asia-Pacifico è sempre o spesso influenzato dall’impatto dei prodotti sulla salute e sul benessere. Di conseguenza, i produttori mantengono come priorità l’alta qualità degli ingredienti e passano a materiali di imballaggio biodegradabili per soddisfare questi aspetti. Ad esempio, in Cina, il succo di mela e banana NFC Nongfushanquan viene proposto in una bottiglia trasparente da 300 mL con etichetta stampata che indica una formulazione senza acqua, zucchero e additivi aggiunti.


Imballaggio intelligente
La tecnologia non ha solo creato opportunità di impegno con i consumatori per le aziende, ma consente anche loro di tracciare i propri prodotti lungo tutti i passaggi della catena di approvvigionamento, di prevenire la presenza di articoli contraffatti nella filiera, di ottenere feedback in tempo reale sui prodotti e altre informazioni di marketing misurabili. Di conseguenza, i produttori hanno iniziato a coinvolgere i consumatori attraverso un packaging intelligente, offrendo strumenti e app con uno scanner di codici a barre che consente di tracciare gli ingredienti tossici e utilizzando strumenti software per creare identità digitali per i prodotti.

Nell'area APAC, Paesi come Corea, Giappone e Cina hanno già adottato codici QR integrati negli imballaggi per colmare il divario tra il mondo fisico e quello digitale. Ad esempio, il produttore svizzero di imballaggi intelligenti ScanTrust ha collaborato con la Cambio Coffee di Shanghai per sviluppare funzioni di tracciabilità abilitate da blockchain per i suoi prodotti e applicazioni mobili esistenti, utilizzando un codice QR a prova di copia.

www.globaldata.com

Giovedì, 16 Gennaio 2020 06:28

Aumentano i lanci di prodotti bio

Una nuova indagine di Mintel rivela che l’offerta di alimenti e bevande biologici non è mai stata più abbondante in tutto il mondo. Secondo il database globale dei nuovi prodotti (GNPD), infatti, negli ultimi 10 anni, i lanci di nuovi prodotti di questo tipo sono aumentati dal 6%  al 10% (da agosto 2009 a luglio 2019).

Dalla ricerca si evince che l’Europa è capofila in termini di innovazione nel settore, con quasi un quinto delle novità proposte sul mercato che riportano un claim riferito al biologico. Nell’ultimo decennio il loro numero è aumentato dal 9% al 17%, soddisfacendo la richiesta europea di prodotti biologici, dove i principali innovatori sono oggi Francia (che rappresenta il 22% di tutti i lanci bio in Europa tra agosto 2018 e luglio 2019), Germania (20%) e Spagna (9%).

Ma non è solo l'Europa a godere di una maggiore varietà di cibi e bevande biologici; anche il Nord America ha registrato un notevole aumento dei novità di questo tipo, con una quota passata dal 9% nel 2009 al 15% nel 2019 nello stesso periodo. Mentre la disponibilità di alimenti e bevande biologici in Asia Pacifico, America Latina, Medio Oriente e Africa è leggermente aumentata, meno di uno su venti (4%) tra i lanci proposti sul mercato nel decennio presentava un riferimento al biologico in ciascuna di queste regioni, in aumento dal 3% in Asia Pacifico e America Latina e dal 2% in Medio Oriente e Africa di dieci anni fa.

Secondo Katya Witham, Global Food & Drink Analyst di Mintel intervenuta a proposito della recente edizione di Anuga – il grande salone internazionale del food & beverage di Colonia – i prodotti biologici hanno conquistato le preferenze dei consumatori europei in un momento di crescente preoccupazione per il benessere, la salute e l'ambiente, e dalla ricerca risulta  che il Vecchio Continente sta promuovendo l'innovazione di alimenti e bevande biologici, con Francia, Germania e Spagna all'avanguardia. Sebbene i prodotti biologici siano ormai entrati a pieno titolo nei canali tradizionali e continuino a guadagnare il favore degli acquirenti, il segmento bio offre ancora opportunità di innovazione in numerose categorie di alimenti e bevande, il che è particolarmente vero nelle categorie in cui i claim di questo tipo  hanno svolto in passato un ruolo minore, come quella del vino.


I claim “senza” ed etici acquisiscono importanza nel settore biologico europeo
La ricerca di Mintel mostra che in Europa il numero di lanci di alimenti e bevande biologici con claim tipo "adatto a" (“senza”) ha registrato una crescita impressionante negli ultimi dieci anni, passando dal 20% al 43% tra l’agosto 2009 e il luglio 2019. Anche i claim etici hanno anche sperimentato un aumento simile nello stesso periodo. Mentre il 23% di tutti i lanci di alimenti e bevande biologici in Europa si è posizionato fra i prodotti "etici" e "ecologici" dieci anni fa, la percentuale è cresciuta al 41% nell'anno terminato lo scorso luglio.

Katya Witham ritiene che i claim riferiti al bio siano sempre più parte della più ampia categoria dei prodotti etici e salutistici, da cui la popolarità dei nuovi prodotti che fanno riferimento a claim come “etico” e “senza”. Il veganismo/vegetarianesimo è una delle tendenze più attuali nel food & beverage, per cui sembra naturale che i produttori del biologico stiano collegando i due filoni. Secondo la ricerca Mintel, quasi la metà degli alimenti e delle bevande vegani lanciati negli ultimi dodici mesi sono stati posizionati come biologici. Data la tendenza verso il veganismo, i marchi di prodotti vegetali biologici stanno portando l’assenza di ingredienti di origine animale al livello successivo, evidenziando un approccio più olistico.


Millennials e Gen Z sono i più propensi ad acquistare alimenti e bevande biologici
La ricerca di Mintel ha anche rilevato che tra i consumatori in Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia i Millennials (25-34 anni) e le Z Gen (16-24 anni) hanno maggiori probabilità di acquistare alimenti e bevande biologici. Fra questi cinque Paesi, è molto probabile che i Millennials italiani (87%) acquistino cibi e bevande biologici, seguiti dalle loro controparti tedesca (86%), spagnola (85%) e francese (81%). In Polonia, è la Gen Z ad essere maggiormente interessata ai cibi e alle bevande biologici, con l'83% che afferma di acquistarli, rispetto all'80% dei Millennial polacchi.

Katya Witham conclude che la generazione Z è cresciuta in un’epoca storica in cui salute e benessere sono temi di grande attualità. Per le giovani generazioni, l'impatto sociale e ambientale dei consumi è molto importante e questo contribuirà probabilmente ad alimentare la futura crescita del settore biologico. Inoltre, la prevalenza di buongustai tra i consumatori più giovani offre opportunità ai prodotti biologici più pratici progettati per chi vuole mangiare bene “in movimento” o preparare cibi e bevande di lusso sani in modo rapido e facile a casa propria.

www.mintel.com

L’infiammazione è un meccanismo di autodifesa del corpo che si manifesta con l’attivazione dei globuli bianchi ed è connesso con il sistema immunitario. Uno studio pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry dai ricercatori dell’Agricultural Research Service (ARS) e dell’Università della California-Davis ha cercato di capirne meglio le dinamiche. Il biologo molecolare Danielle G. Lemay ha spiegato: “Abbiamo osservato le reazioni infiammatorie di 20 volontari 0,3 e 6 ore dopo che avevano consumato un pasto contenente il 38% di grassi. Ciò che ci ha stupito è che ogni reazione era unica”. Il processo infiammatorio coinvolge infatti 13.000 geni! Il pasto simulato era assimilabile ad un menù a base di hamburger, patatine fritte e un gelato frullato con la frutta. Un pasto del genere si può fare uno o due volte a settimana al massimo proprio a causa dell’infiammazione che spesso si associa nel tempo ad asma, diabete, ulcera e artrite reumatoide. Il suggerimento che arriva dallo studio è quello di proseguire in questa direzione per poter comprendere meglio i meccanismi infiammatori e stabilire diete ad hoc a seconda delle diverse reazioni personali!

Secondo il nuovo studio “Global Salt” di Freedonia Group, è previsto che la domanda di sale raggiunga i 346 milioni di tonnellate nel 2023, grazie, soprattutto, alla richiesta dell’industria per la produzione di cloro, soda caustica e carbonato di sodio sintetico. Ma le vendite di sale saranno anche sostenute dall’industria alimentare e dai produttori di mangimi in quanto il consumo di alimenti confezionati e di proteine animali cresce di pari passo con i guadagni nei Paesi occidentali.

Dallo studio emerge che la regione dell’Asia-Pacifico rimarrà il mercato più importante grazie alle industrie chimiche, tessili e farmaceutiche; la domanda di sale crescerà più rapidamente in Africa e Medio Oriente, guidata dalla diversificazione industriale della regione.

L’evaporazione solare rimane il metodo di produzione più popolare e le zone climatiche più favorevoli si trovano nell’America Centrale e nel Sud America, nella regione Asia-Pacifico e in Africa-Medio Oriente.

La ricerca scientifica continua a incoraggiare l’uso di fibre, pre- e probiotici in alimenti e bevande per favorire la salute dell’intestino, uno dei fattori chiave del boom degli alimenti funzionali degli anni ’80. Inoltre, cresce l’interesse per i prodotti fermentati, non solo per i loro benefici percepiti sulla salute dell’apparato digerente, ma anche per la loro immagine di lavorazione naturale che ben si inserisce nelle attuali tendenze di etichetta pulita e autenticità.

Secondo una ricerca condotta da Innova Market Insights, i lanci di alimenti e bevande con un claim salutistico per l’apparato digerente sono aumentati del 21% nel 2018 nella regione dell’Asia -Pacifico, con un 24% per la sub-categoria degli alimenti per lattanti e bambini, 16,5% per i prodotti per sportivi, 6,6% per i prodotti a base latte e 3,7% per i cereali.

La consapevolezza del ruolo delle fibre e dei prebiotici è relativamente diffusa e l’indagine sulle tendenze 2018 di Innova indica che 7 consumatori cinesi su 10 pensavano che la salute dell’apparato digerente fosse la ragione principale del consumo di fibre: i claim sulle fibre continuano a essere popolari nelle categorie tradizionali dei prodotti da forno e cereali, ma stanno crescendo anche nei prodotti lattiero caseari e in quelli per sportivi.

I probiotici sono un ingrediente funzionale ben conosciuto per la buona digestione e continua a far registrare livelli crescenti d’interesse: i prodotti lattiero caseari rappresentano il 67% dei lanci nella regione Asia-Pacifico e aumenti in altre aree.

Lo yogurt è uno degli alimenti fermentati più conosciuti, ma il successo dello yogurt probiotico è stato seguito da un riposizionamento di altre opzioni a base latte fermentato sia a cucchiaio che da bere, quali skyr, lassi e kefir. Ma le categorie chiave di prodotti fermentati non a base latte comprendono salse e condimenti, prodotti da forno e bevande, i sottaceto, quali i crauti, il pane con lievito madre e la kombucha, un’antica bevanda a base di tè fermentato proveniente dalla Cina e disponibile in altri Paesi da alcuni anni.

Pagina 1 di 2024

Copyright © 1998 - © 2020 Chiriotti Editori S.r.l. Tutti i diritti riservati
Viale Rimembranza, 60 - 10064 Pinerolo - To - Italy | Tel. +39 0121.393127 - Fax +39 0121.794480
Partita Iva e Codice Fiscale 01070350010 | info@foodexecutive.it
Disclaimer | Website by Marco Riccardi

Utilizziamo i cookie per offrirvi la miglior esperienza sul nostro sito.
Continuando a navigare sul sito, l'utente accetta di utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok