Ricercatori della statunitense Virginia Tech hanno sviluppato un nuovo metodo di assegnazione di punteggio per valutare l’assunzione di bevande, l’Indice salutistico delle bevande (HBI). La descrizione di come questo strumento possa essere utilizzato per valutare in modo più accurato il consumo di tutte le tipologie di fluidi con la dieta è stata pubblicata sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics (13 luglio 2015).
Il consumo di acqua è associato a numerosi benefici per la salute, ma pochi hanno valutato la qualità dell’assunzione delle bevande in generale, anche se le linee guida americane per la dieta del 2010 raccomandano di bere acqua invece di bevande zuccherate, perché non esistevano strumenti.
Un indice salutistico delle bevande, simile all’indice salutistico degli alimenti, potrebbe essere utilizzato per valutare la qualità dell’assunzione delle bevande in generale e per determinare se i miglioramenti nel consumo di bevande sia associato a miglioramenti della salute. Grande attenzione è stata posta all’assunzione di bevande dolcificate con lo zucchero (SSB).
L’HBI è un indice con 10 voci di punteggio che valuta l’energia totale fornita dalle bevande, le richieste totali di fluidi e i limiti raccomandati per i sottogruppi di bevande, quali il latte scremato, i succhi di frutta e l’alcool. Ad alcune componenti dell’HBI è stato attribuito maggior peso grazie ai loro contributi riconosciuti  per una  buona salute e ad altre meno.
Utilizzando i dati sulla dieta e sulla salute di 16.000 adulti che hanno partecipato all’indagine nazionale americana sulla salute e sulla nutrizione tra il 2005 e il 2010, i ricercatori hanno calcolato  gli HBI e successivamente li hanno correlati ai fattori di rischio cardio-metabolici, quali obesità/sovrappeso, ipertensione, elevata insulina a digiuno, elevato glucosio a digiuno, colesterolo LDL. Il punteggio dell’HBI è compreso tra 0 e 100 e i punteggi più alti indicano una migliore osservanza delle linee guida sulle bevande e un miglior modello di assunzione delle bevande sia negli uomini che nelle donne.
Il punteggio medio è stato 61 ± 16 su 100 per la popolazione campionata. L’analisi ha preso in considerazione l’età, il sesso, l’etnicità, il livello di educazione, lo stato civile, le dimensioni della famiglia, l’assunzione energetica totale giornaliera e l’attività fisica.
I ricercatori hanno riscontrato che i punteggi migliori dell’HBI erano associati a risultati cardio-metabolici più favorevoli; tra gli uomini normopeso, un punteggio superiore di 10 punti era associato a una media del 36% in meno di probabilità di avere un girovita grande, mentre per gli uomini in sovrappeso/obesi, ciascun incremento di 10 punti era associato a un 4% in meno di probabilità di elevata insulina a digiuno e di elevati livelli di colesterolo LDL e a un 3% di probabilità in meno di avere un alto colesterolo totale.
Tra le donne, indipendentemente dal peso, ogni aumento di 10 punti era associato a una media del 4% in meno di probabilità di avere alti livelli di insulina a digiuno, del 3% di alti livelli di colesterolo LDL, del 5% di avere bassi livelli di colesterolo HDL e del 3% di avere ipertensione.
Questa tecnica potrebbe svilupparsi come un rapido strumento di accertamento da utilizzare on line per fornire ai pazienti, ai dottori e ai nutrizionisti informazioni accurate sul consumo che potrebbero essere utilizzate per incoraggiare migliori comportamenti dietetici.
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Gli esperti de The Freedonia Group prevedono che negli Stati Uniti la domanda di contenitori per bevande cresca dell’1,9% all’anno per raggiungere i 283 miliardi di unità nel 2019 e i 31,5 miliardi di dollari a valore.
La diffusione di differenti formati, il lancio di nuovi prodotti e l’aumento del consumo di bevande più salutistiche, quali l’acqua imbottigliata, i tè pronti e le alternative al latte vaccino guideranno l’aumento nonostante la debolezza di altri segmenti critici, quali i soft drink e la birra. Le bottiglie in plastica e le lattine metalliche continueranno a dominare la richiesta con oltre l’80% del totale anche se è prevista una crescita più rapida di formati più innovativi, quali le bottiglie in alluminio, i bag-in-box, i cartoni per il riempimento asettico e le buste.
Comunque i contenitori in plastica rimarranno il segmento più grande e con la crescita più rapida che trarrà vantaggio dall’aumento del consumo dell’acqua imbottigliata. La crescita potrebbe rallentare se i problemi ambientali porteranno alcuni consumatori a preferire l’acqua del rubinetto filtrata o a utilizzare le bottiglie a rendere per il consumo fuori casa. Si prevede che la plastica guadagni terreno anche nei segmenti dei tè e dei caffè pronti da bere e delle bevande alcoliche di formato più grande.
Le buste in plastica continueranno a espandersi nelle bevande a base di succhi con nuovi lanci nelle bevande per sportivi, nel vino e nelle bevande alcoliche aromatizzate grazie alla convenienza e al basso costo di questo tipo di confezione.
I contenitori metallici sono al secondo posto nella classifica dei contenitori per bevande più utilizzati ed è previsto che la crescita sia minima fino al 2019 a causa della contrazione dei segmenti dei soft drink e della birra, i due mercati chiave per le lattine in alluminio. Comunque, la crescente popolarità delle lattine di dimensioni ridotte nel mercato dei soft drink oltre all’aumento dell’utilizzo delle lattine in mercati, quali il vino e le bevande frizzanti, aiuterà le lattine metalliche a mantenere una quota di mercato stabile grazie anche alla loro leggerezza e riciclabilità.
Le bottiglie in vetro continueranno a diminuire la loro quota anche perché incominceranno a subire la concorrenza delle altre tipologie di confezioni nelle bevande alcoliche per quei prodotti dove costo e convenienza sono superiori all’immagine e alla tradizione.
La richiesta dei contenitori in cartone faranno registrare una crescita grazie alla diffusione del riempimento asettico e dei bag-in-box.
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Secondo Zenith International il consumo globale di bevande energetiche, è cresciuto del 14% nel 2011 raggiungendo i 4,8 miliardi di litri, 1,5 miliardi di litri in più rispetto al 2007; questo settore non comprende i prodotti a base di glucosio e le bevande per sportivi. La crescita media negli ultimi 5 anni è stata del 10% all’anno, mentre la crescita in valore è stata ancora maggiore, con una media del 13% all’anno raggiungendo i 26.500 milioni di euro nel 2011. Gli energy shot sono passati dai 1.518 milioni di euro circa nel 2007 agli oltre 3.570 milioni di euro dello scorso anno.

Le bevande energetiche rimangono il segmento più dinamico nel mercato dei soft drink, con una forte crescita nella maggior parte dei mercati grazie alla combinazione di funzionalità e piacere. I 10 principali Paesi consumatori tra i 57 esaminati da Zenith sono: Stati Uniti, Vietnam, Cina, Gran Bretagna, Tailandia, Messico, Australia, Germania, Polonia e Arabia Saudita, mentre Australia, Nuova Zelanda, Austria, Arabia Saudita e Israele hanno fatto registrare il consumo pro capite più elevato. Il Nord America è ancora la regione leader con il 36% del volume totale nel 2011, seguito dall’Asia Pacifica con il 22% e l’Europa occidentale con il 17%. L’America Latina ha fatto registrare progressi significativi negli ultimi anni guadagnando il 7% delle quote del mercato, mentre la regione dell’Australasia ha circa raddoppiato la propria quota raggiungendo il 4%.

I principali marchi sono Red Bull, Monster e Burn, nelle bevande energetiche, e 5-Hour Energy, negli energy shot. I marchi chiave a livello regionale sono Power Horse, nel Medio Oriente, Lipovitan, nell’Asia Pacifica, e V, nell’Australasia. Le private label rappresentano il 5% del volume globale nel 2011. Il 56% degli acquisti è fatto nei bar, mentre il 44% nei supermarket e nei convenience store. Le bevande energetiche dietetiche detengono il 15% delle quote di mercato. Nel 2011 il 79% del volume è stato venduto confezionato in lattine.

Zenith stima che il mercato globale possa crescere di un ulteriore 35% raggiungendo i 6,5 miliardi di litri nel 2016.

www.zenithinternational.com

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Il mercato globale delle bevande energetiche per regione nel 2007 e nel 2011 (Zenith International).

Pubblicato in Mercati Consumi

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