I prezzi delle principali materie prime alimentari sono diminuiti ancora a Maggio, raggiungendo il livello più basso degli ultimi sei anni, trainati dal sostanziale calo dei prezzi dei cereali dovuto alle previsioni favorevoli per i raccolti di quest'anno. 
L'Indice FAO dei Prezzi Alimentari ha segnato una media di 166.8 punti a maggio, l'1,4% in meno rispetto ad aprile e ben il 20,7% in meno rispetto ad un anno fa.
La FAO ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni di maggio per la produzione mondiale di grano, cereali secondari e riso, prevedendo maggiori raccolti di mais in Cina e in Messico e di grano in Africa e in Nord America.
L'ultimo bollettino FAO sull'offerta e la domanda di cereali prevede inoltre che la produzione mondiale di riso crescerà dell'1,3% rispetto all'anno scorso, principalmente per via degli abbondanti raccolti in Asia. Tuttavia, le previsioni sono ancora soggette a un buon grado di incertezza, poiché il risultato finale della stagione dipenderà in larga misura dal suo andamento nei prossimi mesi.
L'Indice dei Prezzi Alimentari è un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi delle cinque principali materie prime alimentari sui mercati internazionali e comprende sotto-indici per i prezzi dei cereali, della carne, dei prodotti lattiero-caseari, degli oli vegetali e dello zucchero. In maggio l'Indice ha raggiunto il suo livello più basso da settembre 2009.
Il declino di maggio è stato causato da un calo mensile del 3,8% dell'indice dei prezzi dei cereali, del 2,9% di quello dei prodotti caseari e dell'1% di quello dei prezzi della carne.
L'indice del prezzo dello zucchero è cresciuto del 2,0%, per via di temporanei ritardi nella stagione della spremitura in Brasile, nonostante l'abbondante produzione.
L'indice del prezzo dell'olio vegetale è salito del 2,6%, in parte per via del timore che il peggiorare delle condizioni di El Niño potesse ripercuotersi sulla produzione nel Sud-Est asiatico.
Stando alle ultime stime riviste al rialzo, la produzione globale di cereali nel 2015 sarà di 2.524 miliardi di tonnellate, solo l'1% in meno rispetto al record dell'anno scorso. Sebbene alcune delle scorte si ridurranno, il rapporto scorte/consumo mondiale per i cereali è previsto diminuire marginalmente, rafforzando la prospettiva di mercati cerealicoli generalmente stabili," secondo la FAO.
Pubblicato in Mercati Consumi

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