Assumere maggiori quantità di fibre dietetiche riduce il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, secondo una nuova meta-analisi olandese pubblicata sulla rivista Diabetologia (2015).
Più di 360 milioni di persone al mondo sono affette da diabete ed è previsto che si raggiungano i 550 milioni nel 2030 con serie conseguenze per la salute e l’economia sia dei Paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo. Una precedente ricerca statunitense aveva trovato un’associazione tra un’aumentata assunzione di fibre dietetiche e un ridotto rischio di sviluppo di diabete di tipo 2. In questo articolo, gli autori hanno valutato le associazioni tra le fibre totali, da cereali, frutta e ortaggi, e il diabete di tipo 2 in un campione europeo esteso a 8 nazioni grazie all’EPIC-InterAct Study.
Hanno anche condotto una meta-analisi combinando i dati di questo studio con quelli di altri 18 studi indipendenti a livello globale.
Durante l’EPIC-InterAct Study, gli autori hanno diviso i partecipanti allo studio in 4 gruppi omogenei in base al quantitativo di fibre assunte (dalla quantità minore a quella maggiore) e e hanno determinato il loro rischio medio di sviluppare il diabete di tipo 2 negli 11 anni successivi. Hanno trovato che i partecipanti con la più alta assunzione di fibre totali (più di 26 g/die) avevano un rischio ridotto del 18% di sviluppare il diabete rispetto a quelli con l’assunzione minore di fibre (meno di 19 g/die) dopo avere preso in considerazione altri fattori quali lo stile di vita e la dieta. Se, invece, era considerato l’indice di massa corporea (IMC) come marker dell’obesità, è stato trovato che la maggiore assunzione di fibre non era associata a un minor rischio di sviluppo di diabete, suggerendo che l’associazione benefica con l’assunzione delle fibre potrebbe, almeno in parte, essere mediata dall’indice di massa corporea. Quando gli autori hanno valutato le diverse fonti di fibre, hanno trovato che le fibre di cereali avevano l’associazione inversa più potente. I partecipanti con il maggior consumo di fibre da cereali e da ortaggi hanno fatto registrare una diminuzione del rischio di sviluppare il diabete rispettivamente del 19% e del 16% rispetto agli altri con un consumo minore di questi stessi tipi di fibre. E di nuovo, queste associazioni scompaiono quando i risultati sono valutati considerando l’IMC. Per contro, le fibre da frutta non sono associate alla riduzione del rischio di diabete. I cereali rappresentano il 38% del totale delle fibre assunte e sono la principale fonte di fibre in tutti i Paesi coinvolti a eccezione della Francia dove sono gli ortaggi la fonte principale.
La meta-analisi ha incluso più di 41.000 casi di diabete di tipo 2 ed è stato riscontrato che il rischio di diabete diminuiva del 9% ogni 10 g/die di aumento del totale delle fibre assunte e del 25% ogni 10 g/die di aumento delle fibre da cereali. Non è stata trovata una relazione statisticamente significativa tra l’aumento delle fibre da frutta o ortaggi e la riduzione del rischio di diabete.
Questi risultati indicano che gli individui con diete ricche in fibre, in particolare da cereali, potrebbero avere un minor rischio di diabete di tipo 2. Non è certo il perché questo possa accadere, ma i meccanismi potenziali potrebbero comprendere la sensazione di sazietà più prolungata, un rallentato assorbimento dei nutrienti o una fermentazione alterata nell’intestino crasso. Tutti questi meccanismi potrebbero portare a una diminuzione dell’IMC e del rischio di sviluppo del diabete di tipo 2.
Questo studio aggiunge un’ulteriore prova dei benefici sulla salute delle diete ricche in fibre, soprattutto da cereali.
Pubblicato in Ricerca Applicata

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