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Uso del territorio per bioplastiche nel 2011 e nel 2016

La European Bioplastics ha recentemente pubblicato i dati sullo sfruttamento del territorio per le materie prime necessarie alla produzione delle bioplastiche, da cui si evince che i terreni agricoli destinati a questo comparto in tutto il mondo sono una frazione minima del totale.

Complessivamente, infatti, la superficie impiegata per questo uso oggi è inferiore allo 0,006% della superficie agricola globale, pari a 5 miliardi di ettari. Queste informazioni si basano sui dati forniti dall’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) e sui calcoli dell’Istituto per le bioplastiche e i biocompositi (IFBB, Università di Hannover).

In un mondo in cui la popolazione è in rapida crescita e in cui si rileva una crescente richiesta di alimenti e mangimi, l’uso di materie prime vegetali per scopi non alimentari è spesso al centro di polemiche, ma il nuovo rapporto bioplastiche “Fatti e cifre” pubblicato da European Bioplastics sposta la discussione su un piano fattuale. Dei 13,4 miliardi di ettari di superficie terrestre globale, circa il 37% (5 miliardi di ettari) viene attualmente utilizzato per l’agricoltura. Questa percentuale include pascoli (70%, circa 3,5 miliardi di ettari) e seminativi (30%, circa 1,4 miliardi di ettari). Il 30% di terre coltivabili viene ulteriormente suddiviso in aree prevalentemente utilizzate per colture ad uso alimentare e mangimi (il 27%, oltre 1,29 miliardi di ettari), in colture base per materiali vari (2%, circa 100 milioni di ettari, compresa la quota utilizzata per le bioplastiche), e in colture destinate alla produzione di biocarburanti (1%, circa 55 milioni di ettari).

I dati del mercato europeo delle bioplastiche descrivono una capacità di produzione di circa 1,2 milioni di tonnellate nel 2011, che si traduce in circa 300.000 ettari di suolo destinato alla coltivazione di materia prima per le bioplastiche. Sul totale della superficie agricola globale di 5 miliardi di ettari, questo significa lo 0,006%. Metaforicamente parlando, questo rapporto pari alle dimensioni di un pomodoro ciliegino posto accanto alla Torre Eiffel.

Un dato questo che illustra chiaramente che non esiste alcuna concorrenza fra bioplastiche, alimenti e mangimi.

Secondo la European Bioplastics, aumentare l’efficienza delle materie prime e delle tecnologie agrarie sarà di fondamentale importanza per assicurare un equilibrio tra uso del territorio per le bioplastiche innovative o per alimenti e mangimi. L’emergere di sistemi di valutazione della sostenibilità affidabili e indipendenti contribuirà anche a questo obiettivo.

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