Food Executive

Martedì, 20 Agosto 2019 07:03

I broccoli contro il cancro

Una ricerca, pubblicata da Science, ha approfondito il ruolo dei broccoli nella lotta al cancro. Lo studio è stato guidato da Pier Paolo Pandolfi, genetista italo-americano e direttore del Cancer Center and Cancer research institute presso la Harvard Medical School.  I broccoli sono da sempre associati a un ridotto rischio di sviluppo del cancro così come altre verdure della famiglia delle Crucifere (cavolo, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, ecc); tutti questi ortaggi, infatti, contengono una molecola che disattiva un gene, il WWP1, che avrebbe un ruolo molto importante nella crescita di alcuni tipi di tumore. Il WWP1 inibisce di fatto l’operato del PTEN, uno dei più potenti geni soppressori di cellule tumorali.  La molecola “miracolosa” è però contenuta in minime quantità nei broccoli e sarebbe necessario mangiarne chili e chili al giorno affinché sia efficace; ora il compito degli scienziati è quello di sviluppare molecole di sintesi più potenti, dei veri e propri farmaci derivati per agire direttamente e contrastare il gene maligno. 

Mercoledì, 21 Agosto 2019 07:03

Alla scoperta delle tendenze negli aromi

La ricerca per qualcosa di nuovo e diverso con un’attenzione particolare al naturale e più salutistico porta allo sviluppo di aromi per il settore alimentare e delle bevande. La classifica delle tendenze nel settore degli aromi per il 2019, redatta da Innova Market Insights grazie all’analisi continua dei lanci di nuovi prodotti, mette in evidenza quelle che verosimilmente influenzeranno maggiormente l’industria alimentare nei prossimi anni.

1- Le nuove scoperte. I consumatori sempre propensi a muoversi dalla loro “comfort zone” per esplorare nuove esperienze alimentari e questo è dimostrato dal fatto che due intervistati su tre negli Stati Uniti afferma di amare la scoperta di nuovi aromi. Anche tra i consumatori più tradizionalisti si registra comunque un interesse nel reinventare gli aromi classici grazie a combinazioni inusuali. 

2- Concetti sensazionali. I marchi propendono verso aromi ibridi non usuali oltre a esperienze sensoriali più forti, quali piccante o saporito, mentre le opzioni acide stanno ottenendo una maggiore popolarità. Le combinazioni consolidate dolci e salate sono affiancate da altre soluzioni ibride, quali il sushi pizza.

3- Tocco sofisticato. Gli aromi sono reinventati in combinazioni complesse e sofisticate. La popolazione che sta invecchiando a livello globale porta a opzioni orientate verso gli adulti con il tradizionale aroma caffè, per esempio, che si espande in una gamma completa di alimenti e bevande.

4- Celebrazione culturale. I consumatori si sentono sempre più cittadini del mondo e sono interessati alle cucine straniere. Gli aromi del sud-est asiatico, dell’area mediterranea e del Medio Oriente stanno spopolando in snack, bevande e pasti pronti popolari nel mondo occidentale. La domanda per alternative etniche autentiche si focalizza non solo sugli aromi, ma anche sull’origine/provenienza di ingredienti/prodotti.

5- La quinta dimensione. L’umami è il quinto gusto dopo dolce, acido, amaro e salato, ma rispetto agli altri, è difficile da definire. Spesso descritto come saporito e che ricorda la carne, la sua percezione sulla nostra lingua è legata al glutammato. La recente attenzione sulle scelte alimentari e la richiesta per prodotti a etichetta pulita e salutistici portano alla ricerca di ingredienti con una fonte naturale del sapore umami.

Le altre tendenze identificate da Innova Market Insights sono il ritorno dell’amaro; l’espansione dei derivati botanici; la preferenza per i fruttati; le alternative funzionalmente aromatiche; le connessioni tra gli aromi.

Uno studio effettuato dall’Agricultural Research Service (ARS) ha constatato che maggiori livelli di batteri intestinali nei neonati, causati dall’allattamento al seno, corrispondono a un miglior responso ai vaccini. Secondo la ricerca i bambini allattati al seno per almeno 15 settimane sviluppano una flora batterica sana, dal Bifidobacterium nel loro microbiota intestinale. 

Il latte materno contiene speciali carboidrati che incoraggiano la crescita del Bifidobacterium

I neonati con livelli più alti di questo tipo di batterio, se vaccinati prima delle 15 settimane di età, ottengono un responso ai vaccini di tubercolosi, poliomelite orale, tetano ed epatite B dal 42 al 107% più alto che neonati con livelli più bassi e la risposta era più alta fino ai 2 anni di età.  “I fattori che incidono sull’efficacia e la risposta ai vaccini sono molteplici e spesso imprevedibili — ha dichiarato Charles B. Stephensen, uno degli autori dello studio — ma l’esposizione a microorganismi come il il Bifidobacterium sembra aiutare i neonati a sviluppare un buon sistema immunitario. 

La vitamina D e gli estrogeni sono già considerati positivi per la salute delle donne, ma un nuovo studio, pubblicato online dalla società americana della menopausa (NAMS) ed effettuato in Cina, afferma che la loro combinazione potrebbe prevenire la sindrome metabolica, cioè un insieme di condizioni che aumenta il rischio di malattie all’apparato circolatorio e di diabete. La sindrome metabolica colpisce tra il 30% e il 60% delle donne in menopausa nel mondo e sembra essere connessa direttamente con la perdita di estrogeni. Anche la carenza di vitamina D sembra coincidere con molti marcatori della sindrome metabolica come obesità, iperglicemia e insulinoresistenza. Lo studio ha coinvolto 616 donne in menopausa tra i 49 e gli 86 anni e i risultati hanno dimostrato che maggiore era l’apporto di vitamina D, migliori erano il profilo lipidico, la pressione sanguigna e i livelli di glucosio.

“Il basso livello di estradiolo ha aumentato il rischio di sindrome metabolica nelle donne in post-menopausa che avevano carenza di vitamina D — afferma JoAnn Pinkerton — The Endocrine Society raccomanda livelli di vitamina D di 30 ng/mL per le donne in post-menopausa”. 

L’analista Future Market Insights (FMI) ha recentemente diffuso un’indagine dedicata al mercato della maionese senza uova, un settore in cui innovazione e disponibilità del prodotto al dettaglio offrono ai produttori notevoli opportunità di guadagno.

L’analisi del mercato globale condotta nel periodo 2013-2018 e le valutazioni estese al 2019-2028 parlano, in termini di valore, di un mercato mondiale del valore di 3.440 milioni di dollari nel 2018 che dovrebbe crescere con un CAGR di oltre il 6% durante il periodo di previsione.

L'obesità è la causa di problemi di salute come l’ipertensione, il diabete e l’ipercolesterolemia che possono portare a complicazioni come infarto, insufficienza di vari organi o crisi epilettiche, sia nei bambini che in individui più anziani. La crescente consapevolezza dell’importanza di stili di vita e alimentazione sta trainando la richiesta di maionese senza uova, un prodotto che vanta un contenuto calorico inferiore di circa il 20-30% rispetto alla maionese con uova. Anche per questo sta aumentando la richiesta di maionese senza glutine, senza grassi e senza uova.

La maionese naturale e biologica è composta da diversi oli: di oliva, girasole, avocado, lino, senape e semi di vinaccioli. La maionese senza uova è disponibile in diversi gusti come tandoori, aglio e erbe, menta, lime, curry, aioli, erba cipollina, senza soia e molto altro. Grazie all’ampia gamma di gusti, i prodotti  biologici, naturali, senza grassi e senza glutine stanno attraendo un numero sempre maggiore di consumatori e promuovendo la crescita della maionese vegana e senza uova.

Prezzo basso, facilità d'uso e una maggiore propensione alla spesa per mangiare fuori casa hanno contribuito ad aumentare le vendite di maionese senza uova, facilmente disponibile sotto molteplici marchi in tutti i negozi di alimentari, supermarket, negozi di prossimità, ipermercati e siti di vendita sul web. È un prodotto disponibile ovunque e a prezzi ragionevoli, il che ne aumenta la domanda e aiuta ad incrementare i margini di guadagno, ma in molti Paesi esistono negozi specifici per prodotti vegani, facilitandone il reperimento da parte dei consumatori.

A livello globale è in aumento il numero di individui vegani e di chi preferisce non mangiare uova. I millennial sono attivamente impegnati in ONG che si occupano di benessere animale e in numerosi programmi da esse organizzati per promuovere il veganismo, uno stile alimentare che sta diventando di massa e che contribuisce ad aumentare le vendite di  maionese senza uova.


Tattiche di marketing vincenti
In pratica, è quasi impossibile cambiare il mercato delle uova nel suo complesso, almeno per i prossimi 10 anni. Nonostante questo, il segmento dei prodotti “senza uova” sta crescendo rapidamente e  si prevede che le recenti tendenze come il cambiamento di dieta e la maggiore attenzione alla salute aumenteranno le vendite di maionese senza uova, oggi disponibile in confezioni attraenti e convenienti, tipo bottiglie sia in vetro che in plastica, ma anche in buste piccole e grandi facili da trasportare, ad esempio in viaggio. Le confezioni di maionese senza uova sono disponibili in diversi colori, ad esempio il gusto pomodoro si trova di solito in una bottiglia di colore rosso per rendere più facile la scelta dei consumatori.

Fra i dati illustrati nel rapporto di Future Market Insights figurano le previsioni per l’area Asia Pacifica che dovrebbe guidare il mercato in termini di quota percentuale, mentre Nord America ed Europa registreranno un CAGR relativamente più elevato. Inoltre, l'America Latina è una regione di primo piano per gli operatori che vogliono entrare su questo mercato che offre le maggiori opportunità di crescita.

Alcuni dei principali attori del mercato sono Dr. August Oetkar KG, Crosse & Blackwell, Kensington & Sons, LLC, Nestle, Zydus benessere Limited, Del Monte Foods Inc., Spectrum Organic Products, LLC, gruppo Unilever, Inc. Just, Veeba Food Services Private Limited e Follow Your Heart, Remi CV, Granovita, Nasoya Foods, Inc. e Conagra Brands, Inc.

La crescente domanda di maionese senza uova e l’incremento del numero di produttori in tutto il mondo sono le ragioni dell'aumento del livello di competitività in questo segmento. Per mantenere la loro posizione nel mercato della maionese senza uova, l’industria sta proponendo prodotti unici e innovativi con offerte interessanti.

www.futuremarketinsights.com

Alcuni batteri buoni sono degni di merito perché rendono la nostra vita migliore.

Microbiologi dell’ARS (Agricultural Research Service) di Peoria, Illinois, hanno scoperto un nuovo compito dei batteri buoni: trasformare il saccarosio in uno zucchero chiamato isomelezitosio, in grado di proteggere le cellule dai danni di calore, siccità o freddo estremi, che di conseguenza potrebbe aiutare a prolungare la conservabilità di alimenti, farmaci, vaccini, batteri e funghi utilizzati per combattere gli infestanti in agricoltura. Questo zucchero potrebbe aprire nuove opportunità di mercato per le coltivazioni di canna o barbabietola da zucchero, compreso il mercato da oltre 2 miliardi di dollari dei conservanti alimentari.

Nel centro di ricerca di Peoria c’è una delle più grandi collezioni di funghi e batteri, comprese le specie di batteri Leuconostoc che i ricercatori hanno utilizzato nel loro studio. Stavano utilizzando un enzima chiamato glucanasi, prodotto dai batteri, per creare dal saccarosio il glucano, un polimero utile. Per cercare di migliorarne la produzione, hanno modificato il gene responsabile dell’enzima glucansaccarasi. Così la ricerca ha preso una piega inaspettata: invece di produrre il glucano, il nuovo enzima aveva convertito oltre il 60% del saccarosio in isomelezitosio. In natura, questo zucchero si trova in tracce nel miele e in alcuni altri alimenti.

I ricercatori stanno conducendo prove in piccola scala per esaminare le proprietà protettive per le cellule sui batteri utilizzati nel controllo biologico.

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