Pubblicato in Mercati Consumi
Andamento del comparto mangimistico italiano nel 2013
L’Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici, Assalzoo, ha divulgato il suo usuale studio sulla situazione del comparto relativa al 2013, pubblicandone i dati nell’Annuario 2014. Secondo queste stime – effettuate sulla base di un’indagine condotta tra le ditte associate che rappresentano circa il 75% della produzione nazionale – nel 2013 la produzione italiana complessiva di alimenti completi e complementari ha registrato una leggera flessione pari al -0,6% rispetto all’anno precedente. La produzione complessiva dell’industria mangimistica italiana stimata passerebbe, pertanto, da 14.123.000 tonnellate del 2012 a 14.042.000 t nel 2013.
Si tratta di un’ulteriore, anche se lieve, riduzione della produzione mangimistica che segue quella dell’anno precedente e che pone in evidenza le difficoltà con le quali anche l’industria mangimistica è costretta a fare i conti in conseguenza degli effetti prodotti dalla lunga crisi economica che ha investito il nostro Paese, determinando un calo generalizzato dei consumi anche alimentari con ripercussioni inevitabili su tutta la filiera a monte.
Viene posto in evidenza che, nonostante la pesante crisi economica che si protrae fin dal 2008, l’industria mangimistica ha mostrato buone capacità di tenuta, specie se si considera che nel 2011, nonostante le difficoltà generali, la produzione di mangimi aveva toccato un record storico mai raggiunto prima. Era pertanto nelle attese un assestamento della produzione su un livello inferiore, sia in considerazione del fatto che in questi ultimi due anni si è assistito ad un calo del numero di animali allevati, ma anche a causa dei riflessi che la sfavorevole congiuntura economica ha avuto sui consumi dei prodotti alimentari di origine animale.
Difatti la zootecnia – ad eccezione di quella avicola che, grazie ai cicli di produzione più brevi, è quella che mostra la maggiore propensione ad adeguarsi all’andamento dei consumi – ha subito un ridimensionamento significativo: l’allevamento suino negli ultimi due anni ha subito un calo consistente dei capi allevati, di circa 1 milione in meno, mentre la zootecnia bovina, specie da carne, mostra da alcuni anni un forte ridimensionamento di capi che ne ha decretato un vero e proprio stato di crisi.
La notizia completa è pubblicata su Tecnica Molitoria di ottobre.
 

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