Pubblicato in Mercati Consumi
Alla ribalta nuove aree vitivinicole
I vini Qvevri della Georgia o i Riesling del New Yorker Finger Lakes stanno ottenendo un loro spazio sempre più ampio sul mercato internazionale non solo perché tendono a mantenere un buon prezzo, ma anche per fattori più imponenti, quali un ritorno alla valorizzazione di tutto ciò che è regionale e biologico e l’entusiasmo verso la scoperta e l’esplorazione di queste regioni vinicole meno conosciute. 
È degno di nota che siano proprio queste regioni, con i loro vini a suscitare l’interesse internazionale; è giunto quindi il momento di porre l’attenzione anche a quei vini, che non appartengono ai “soliti noti”. È ora di prestare attenzione a quella parte del mondo a cui noi finora non abbiamo mai rivolto il nostro interesse! Ecco alcune delle regioni emergenti preferite dall’esperto Gregory Dal Piaz, caporedattore di Snooth.

Turchia 
Le origini del settore vinicolo turco risalgono a migliaia di anni fa, essendo stato questo Paese uno dei primi, tra il 3000 e il 4000 avanti Cristo, a produrre una bevanda conosciuta col nome “vino“. La Turchia è pertanto predestinata a diventare nei prossimi anni uno degli attori predominanti nel panorama enologico. Con una produzione annua di oltre 4 milioni di tonnellate di uva, la Turchia occupa il sesto posto nel mondo anche se è molto conosciuta per la sua produzione di uva da tavola e uva passa anziché di vino, ma questo ora sta cambiando gradualmente. 
Annualmente sono prodotti in Turchia circa 28 milioni di litri di vino, che corrispondono quasi alla metà del potenziale totale del Paese sulla base dei vigneti attuali. Il raddoppio potenziale della già attuale notevole quantità in un momento in cui la qualità è straordinariamente migliorata (il prezzo medio al litro per il vino turco è aumentato da $ 1,36 nel 2006 a $ 3,25 nel 2011), significa che la Turchia si trova effettivamente in una fase di espansione mondiale per i vini Premium, uno sviluppo, che ancora dieci anni fa soli pochi potevano prevedere. 
Tra tutte le varietà autoctone di uva da vino della Turchia, l’Öküzgözü è caratterizzato da un giusto equilibrio tra carattere e bevibilità; con i suoi freschi aromi delicatamente fruttati e il carattere chiaro semidolce, ricorda un Dolcetto.

Cina 
Mentre la Turchia può vantare un’impressionante storia del vino e dei corrispettivi vigneti, la Cina è un Paese principiante nel mondo vinicolo. Ma come è usuale per i cinesi, allorché decidano di produrre vino, scelgono di farlo in grande stile in una dimensione tale che la superficie del terreno coltivabile è passata da 300.000 ettari dell’anno 2000 a circa 600.000 ettari di oggi. La resa è di circa 10 milioni di tonnellate di uva facendo della Cina il principale produttore di uva. 
Mentre la produzione di uva esplode in Cina, la produzione di vino, anche se cresce in modo veloce, si sviluppa più lentamente. Investimenti provenienti dalle migliori marche di vini internazionali come i Domaines Barons de Rothschild o LVMH garantiscono che la scelta dei posti da coltivare e la produzione stessa, anche nella prima fase sperimentale, avvenga tenendo conto dei più elevati standard internazionali. 
Mentre la Turchia offre al commercio un certo numero di vigneti autoctoni, la Cina deve fare affidamento su materiale clonato d’importazione. A causa del mercato interno, delle posizioni dei terreni coltivati e della pressione internazionale, oltre il 60% dei vigneti è coltivato a Cabernet Sauvignon.
La Turchia e la Cina sono certamente i principali “attori” nel campo vinicolo, ma nondimeno vale la pena gettare uno sguardo a quei Paesi che l’anno scorso erano sulle prime pagine.

New York’s Finger Lakes 
La regione nota da molto tempo per i suoi Riesling, è l’obiettivo di alcuni investimenti internazionali, che per molti si sono rivelati come apripista. Paul Hobbs e Johannes Selbach si sono uniti in una Joint Venture per sfruttare un sito di 67 ettari posizionato sulla sponda sud del lago di Seneca. Questo non è certamente il primo investimento estero nella regione, ma quello più consistente. Ha trovato una notevole attenzione anche nei media regalando a una gran parte dei vini, in modo particolare a quelli sconosciuti, una crescente attenzione da parte della stampa specializzata.

Georgia 
Dopo anni di crescente interesse per i cosiddetti vini arancioni e la fermentazione in anfore, la Georgia ha finalmente fatto conoscere i suoi vini Qvevri. I vini tradizionali della Georgia che fermentano in queste anfore (Qvevri), formano un legame storico tra la moderna interpretazione di questo tipo di vino con le sue origini. Sebbene i vini Qvervi non siano sicuramente adatti a tutti i gusti, sanno affascinare e hanno contribuito ad aprire la porta sia ai vini storici che a quelli moderni provenienti da regioni non note finora ai conoscitori di vino.

ProWein 2015 
Probabilmente ProWein 2015 è  l’unico posto al mondo dove si ha la possibilità di degustare tutti i grandi vini provenienti da queste zone emergenti di produzione, insieme ai vini di tutte le più importanti regioni vinicole “classiche” del mondo. Per tre giorni la ProWein – mostra internazionale dei vini e alcolici – ospiterà a Düsseldorf, Germania, (dal 15.03.2015 al 17.03.2015) i professionisti del vino provenienti da tutto il mondo, concedendo loro l’accesso speciale ai più grandi vini e produttori vinicoli di tutto il mondo. Contemporaneamente offre loro la possibilità di scoprire tutti i nuovi ed entusiasmanti sviluppi verificatisi l’anno scorso nel mondo del vino e che faranno parlare di loro in futuro.

Gregory Dal Piaz

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