Pubblicato in Mercati Consumi
In aumento i sostitutivi del latte diversi dalla soia

Secondo i dati forniti da Innova Market Insight, mentre le bevande alternative al latte hanno fatto registrare una quota relativamente limitata di lanci di mercato sul totale dei prodotti nei 12 mesi precedenti all’ottobre scorso, recentemente si è assistito ad un considerevole sviluppo del comparto. Questo soprattutto grazie alla crescente popolarità di questi prodotti in Occidente, dove si stanno sempre più spostando dal settore dell’alimentazione particolare a quella di massa.

Il latte di soia domina tradizionalmente il comparto e copre ancora il 78% dei lanci di bevande alternative al latte, anche come ingrediente principale o secondario. Ma sta anche crescendo l’interesse verso l’uso di altre alternative a base vegetale, fra cui i cereali come il riso, l’avena e l’orzo, oppure frutta a guscio, come mandorle, noci e nocciole. Il riso si posiziona al secondo posto fra gli ingredienti più utilizzati, alle spalle della soia, ma ad una distanza considerevole, coprendo il 17% dei lanci di novità. Seguono l’avena con l’11% e le mandorle con il 10%.

Il latte di mandorle, già ritenuto nel 2011 da Innova Market Insights un prodotto particolarmente dinamico, ha continuato a crescere in popolarità, passando da un 3% del 2005 al suddetto 10% dei lanci globali. Dopo il boom negli Stati Uniti nel 2010 e 2011, questo prodotto ha suscitato un aumento di interesse in Europa, in particolare nel Regno Unito, nel 2012. Lo specialista della soia Alpro, all’inizio dello scorso anno ha ampliato la propria attività anche nel settore del latte di mandorle e in quello di nocciole, seguito a ruota dalla Kallo, che ha sviluppato la sua gamma Dream di alternative al latte con quello di mandorle, e da metà anno, dalla gamma Almond Breeze della Blue Diamond.

Come nel caso delle alternative al latte mono-componente, si è anche registrato un incremento dell’uso di miscele, come soia e riso o multi-cereali. Negli ultimi anni è stato importante il passaggio verso prodotti che combinano diversi ingredienti in alternativa al latte, e ancora una volta gli Usa hanno fatto da apripista. Il 2012 è stato l’anno dell’ampliamento del marchio Dream senza latte della Hain Celestial con i nuovi mix Dream Blends, presentati come “la prossima generazione di bevande alternative al latte” e realizzati con una combinazione di mandorle, anacardi e nocciole.

Le bevande alternative al latte sono state tradizionalmente commercializzate nel canale salutistico, situazione che si è protratta come dimostra il fatto che tre quarti dei lanci registrati da Innova Market Insights riporta un claim salutistico di qualche tipo. Le espressioni più comuni si riferiscono a formulazioni senza lattosio, all’uso di ingredienti biologici, al basso contenuto di colesterolo o all’assenza di additivi e conservanti puntando sull’“etichetta pulita”. Più del 35% dei lanci complessivi riporta in etichetta l’assenza di lattosio, una quota che supera il 50% in America Settentrionale ed Europa.

Nell’ambito dei prodotti salutistici “attivi” o arricchiti, l’aggiunta di vitamine e minerali, soprattutto calcio, è stato il claim più utilizzato. Rivendicazioni sui presunti effetti benefici per il cuore, una volta frequentemente usate nella commercializzazione del latte di soia, soprattutto negli Usa, non sono più così evidenti, per effetto della normativa sui claim e le discussioni sulla loro validità. Circa il 6,5% dei lanci di prodotti nei 12 mesi di riferimento dell’indagine avevano attinenza con il benessere cardiaco, un livello inferiore a quello degli annunci su una buona digestione o sull’attività intestinale, assestatisi sul 7,5%.

Gli analisti di Innova Maket Insights rilevano che, mentre le alternative in sostituzione del latte rappresentano globalmente ancora un mercato relativamente piccolo al di fuori dell’Asia, il livello degli acquisti è in rapida crescita in alcuni Paesi, per effetto della crescente consapevolezza sui problemi di allergia e intolleranza e del posizionamento di molti di questi prodotti nella categoria degli ipocalorici, senza colesterolo o a basso contenuto di grassi. Nell’ambito del settore globale delle bevande alternative al latte, la soia deve affrontare alcuni problemi riguardo a timori su possibili effetti negativi sulla salute, e il risultato in molti casi è stato il passaggio ad altre alternative vegetali diverse dalla soia. Pare che questa tendenza sia destinata a continuare, essendo sempre più ampia la gamma di prodotti alternativi a cui si può attingere.

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