Pubblicato in Mercati Consumi
Cresce ancora il mercato delle bioplastiche
L’istituto di ricerche di mercato Ceresana ha pubblicato la terza edizione del suo studio dedicato al settore delle bioplastiche, dal quale si evince che fino al 2021 la domanda di questi materiali è destinata ad aumentare del 18,9% all’anno. Polipropilene ricavato dalla canna da zucchero, poliestere a base di amido e polimeri con acido lattico utilizzati come mangimi: le materie plastiche da fonti rinnovabili stanno diventando sempre più una vera alternativa ai prodotti petrolchimici e, anche in tempi di difficoltà economiche, conservano un enorme potenziale.
Nonostante il miglioramento delle moderne bioplastiche favorisca la crescente sostituzione delle plastiche convenzionali ed il progresso tecnologico e una rapida espansione della capacità di produzione abbiano consentito ai produttori di ridurre i prezzi e di continuare ad aumentare la competitività di questi materiali, rimane ancora un ampio potenziale da sfruttare. Molti trasformatori e consumatori continuano ad esprimere dubbi circa le prestazioni e lavorabilità delle materie plastiche "verdi", ma in tutto il mondo sono numerose le aziende innovative che stanno cercando di migliorare la propria immagine, sottolineando la tutela dell'ambiente e la sostenibilità.

L’Europa fa da apripista
Secondo le previsioni di Ceresana, i ricavi generati sul mercato globale delle bioplastiche sono destinati a salire fino a circa 5,8 miliardi dollari nel 2021, il che significa che triplicheranno rispetto ai valori attuali. Oggi l'Europa copre più di un terzo del consumo globale e si ritiene che questo continuerà a succedere per molti anni a venire, anche perché l'Europa è all'avanguardia nella ricerca e nello sviluppo delle bioplastiche. Tuttavia, le regioni dell’Asia-Pacifico e del Sud America si stanno avvicinando notevolmente, grazie al fatto che possiedono vaste risorse e mercati di vendita in crescita, oltre ad avere governi che promuovono le bioplastiche.

Focus sulle bioplastiche "drop-in”
La tendenza è comunque nella direzione delle bioplastiche cosiddette “drop-in"  – ovvero chimicamente identiche a quelle tradizionali – , come bio-polietilene o bio-PET; le loro proprietà sono simili a quelle degli equivalenti fossili, e, come quelli, non sono biodegradabili. Questi sviluppi sono supportati da grandi aziende nel settore alimentare, dei beni di consumo e nell'industria automobilistica che intendono ridurre la loro impronta ecologica utilizzando bioplastiche facili da riciclare. Le plastiche biodegradabili sono utilizzate in tutte le applicazioni dove contribuiscono a ridurre i costi di smaltimento: imballaggi che si decompongono insieme agli avanzi di cibo, film agricoli che semplicemente possono essere rigirati con l’aratro o vasi di fiori e vassoi per semenzali.
Il primo capitolo del report di Ceresana fornisce una presentazione e un'analisi del mercato delle bioplastiche, comprese le previsioni fino al 2021: oltre a ricavi, domanda e produzione di ogni tipo di bioplastica, vengono illustrati in dettaglio i fattori che le influenzano.Viene quindi offerta una panoramica completa sugli sviluppi attesi per i singoli Paesi e regioni, nonché sulle dinamiche del mercato globale.
Il secondo capitolo prende in considerazione più in dettaglio i 7 maggiori Paesi protagonisti del mercato, fornendo informazioni su domanda e ricavi delle bioplastiche, capacità di produzione attuali e future. Viene analizzata la domanda di bioplastiche, suddivisa per le diverse applicazioni: imballaggi e film, bottiglie, materiali di riempimento sfusi, sacchi e sacchetti, Automotive ed elettronica, altro. Questo capitolo contiene anche una dettagliata analisi della domanda suddivisa per tipo di plastica.
Il capitolo 3 offre una dettagliata analisi delle applicazioni di bioplastiche, ad esempio nei settori packaging e o automobilistico, fornendo dati sullo sviluppo in Europa (occidentale e orientale), Nord America, Asia-Pacifico e resto del mondo (Sud America, Medio Oriente, Africa).
Nel capitolo 4 si analizzano la domanda e la produzione dei singoli tipi di bioplastiche. I prodotti trattati comprendono l'acido polilattico (PLA), le bioplastiche a base di amido, altre bioplastiche degradabili, bio-PE e bio-PP, bio-PET ed altre bioplastiche non degradabili.
L’ultimo capitolo, infine, è un utile elenco dei produttori, di cui si forniscono contatti, fatturato, utili, gamma di prodotti, siti di produzione, sintesi del profilo, informazioni specifiche sui prodotti, capacità produttive esistenti e future relative ai singoli siti. Fra i 101 produttori individuati figurano NatureWorks, Braskem, Toyota Motor Corporation , Arkema, Solvay e Biotec.

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