Pubblicato in Notizie
Foodopolis, la città coreana dell’alimentare
Lo scorso dicembre siamo stati invitati con un gruppo di giornalisti internazionali a visitare Foodopolis, il polo alimentare nazionale sud-coreano sito ad Iksan, nella provincia del Nord Jeolla, voluto dal Governo del Paese asiatico per promuovere la ricerca e lo sviluppo del settore food e la produzione di alimenti trasformati ad alto valore aggiunto destinati all’esportazione.
Questa avveniristica cittadella, finanziata con un investimento complessivo di quasi 420 milioni di euro, fra stanziamenti del governo centrale, locale e del settore privato, è in continua e rapida evoluzione e, secondo la stringente tabella di marcia stabilita per il progetto, verrà completata entro la fine del 2016.


Perché Foodopolis

Il Governo del Paese asiatico è impegnato in prima linea nel sostegno dell’industria ingredientistica, con ingenti investimenti per la ricerca e lo sviluppo nel settore dell’agricoltura e della pesca, in particolare per la messa a punto di tecnologie bioindustriali e ad alto valore aggiunto. La scelta di creare e sostenere finanziariamente il National Food Cluster di Iksan si inserisce perfettamente in questo progetto volto a promuovere la globalizzazione del cibo coreano e la sua diffusione nel mondo.
Come ha illustrato nella conferenza stampa Lee Ju-myeung, direttore generale del Ministero dell’agricoltura, alimentazione e affari rurali, l’idea è nata prendendo ad esempio il sistema olandese TNO e la nostra Food Valley in Emilia Romagna, riunendo in un unico sito facilmente accessibile (40 minuti dal porto e a 50 minuti dall’aeroporto più vicini e ben servito dalla rete autostradale) aziende di produzione e confezionamento alimentare, università, istituti di ricerca e agenzie governative. Il progetto prende le mosse dal ruolo strategico che negli ultimi anni la Corea si è ritagliata nello scacchiere commerciale mondiale. Essa è infatti crocevia strategico per i trasporti e la logistica, poiché di qui possono essere facilmente raggiunti la Cina, Hong King e il Giappone, Paesi forti importatori di prodotti alimentari di qualità. La Cina in particolare, con la crescita del livello medio di vita e della disponibilità economica, è un mercato che promette ottime possibilità di sviluppo. Anche gli scambi commerciali alimentari con la vecchia Europa sono molto aumentati negli ultimi anni e ad oggi la Corea ha stipulato accordi di libero scambio con 54 Paesi in tutto il mondo e con i principali blocchi commerciali, dai Paesi dell’Unione europea agli Stati Uniti, dall’Associazione europea di libero scambio (EFTA) all’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN), al fine di garantirsi un ampio ventaglio di canali di esportazione.


Foodpolis-Lee-Ju-myeung800.jpgLee Ju-myeung, direttore generale del Ministero dell’agricoltura, alimentazione e affari rurali.


Cos’è Foodopolis

Il modernissimo food cluster è stato concepito per diventare il nuovo centro del mercato alimentare nord-asiatico – un bacino che raccoglie una popolazione di un milione e mezzo di abitanti – e per aumentare l’export verso il Giappone, la Cina e altri Paesi asiatici delle aziende, sia locali che internazionali, interessate ad espandere la propria attività in questa regione geografica.
Il complesso, che si estende su un’area di 3,58 km2, prenderà il nome di Korea National Food Cluster e ad oggi sono 113 le aziende, coreane e internazionali, che vi hanno già aderito: 61 le prime e 52 le seconde, fra cui l’apripista per le italiane è la Forno d’Asolo. Il target che ci si propone di raggiungere è quello delle 150 aziende in totale.
Per promuovere la partecipazione al progetto sono stati previsti diversi incentivi di carattere finanziario e amministrativo, come l’esenzione per 15 anni delle tasse sul patrimonio immobiliare e dell’imposta sul reddito per i primi tre anni, a cui si aggiunge la riduzione del 50% per i due successivi. Inoltre le aziende potranno avvalersi delle efficienti infrastrutture industriali coreane e dei bassi costi dei servizi pubblici. Per entrare a Foodopolis non esiste un limite minimo di investimento. Le aziende interessate, anzi, hanno la possibilità di utilizzare le strutture di R&D comuni, senza dover fare grandi investimenti in infrastrutture.
I produttori alimentari stranieri potranno utilizzare il Korea National Food Cluster come base in Asia per le loro esportazioni, da cui potranno spedire i propri prodotti anche verso Paesi di destinazione non asiatici sfruttando tariffe convenienti e procedure doganali semplificate.
Le aziende che entreranno a Foodopolis – suddivise nelle previsioni fra produttori di dolciari, prodotti da forno, lattiero-caseari, bevande e alimenti trasformati a base di carne e pesce – non solo potranno insediarvi i propri impianti di produzione e Ricerca & Sviluppo, ma usufruire anche di un impianto avanzato di trattamento dei reflui e di una fornitura di energia elettrica stabile e a prezzi concorrenziali.
Il parco scientifico alimentare ospiterà anche un’ampia “zona alimentare strategica”, finalizzata a sostenere le aziende alimentari sovvenzionate dal Governo coreano perché operano in settori ritenuti a forte potenziale di crescita, come alimenti funzionali, biologici, fermentati, ingredienti come additivi, zuccheri e amidi, prodotti convenience e derivati del riso.
Un’area specifica sarà destinata alla logistica e alla distribuzione e un’altra alle aziende fornitrici dell’industria alimentare, dai produttori di imballaggi, materiali di confezionamento e macchinari di processo a quelli di ingredienti tipo condimenti e additivi.
Per rendere ancora più appetibile il progetto e creare una vera città dell’alimentare a tutto tondo, alle aree produttive si affiancheranno quelle residenziali. Così, all’interno dei confini di Foodopolis sorgeranno case, scuole per stranieri, ospedali, centri commerciali e ricreativi e addirittura un centro culturale dedicato all’alimentazione che dovrebbe ospitare iniziative di settore e turisti, il tutto per creare un ambiente residenziale piacevole e funzionale.
Si considera che, quando il progetto sarà terminato e a regime, creerà complessivamente occupazione per 22.000 persone.


Foodpolis2-800.jpg
Alcuni dirigenti di Foodpolis illustrano il plastico del Korean food cluster.


Il centro di R&D

Il progetto prevede anche la realizzazione di un’area, sviluppata su una superficie di 94.000 mq, in cui risiederanno diversi servizi a sostegno delle attività delle imprese, fra cui tre grandi istituti di R&D pubblici che opereranno su tre aree di ricerca principali: funzionalità degli alimenti, food packaging, sicurezza e qualità alimentare, nel rispetto dei principali standard internazionali (GLP, GMP, HACCP ed FDA per gli Stati Uniti).
Per quanto riguarda gli OGM, invece, il governo coreano ha scelto un atteggiamento di prudenza, anche vista la controversia sul tema che anima, fra gli altri, Stati Uniti e Unione europea, e quindi il tema, pur essendo molto attuale, non viene preso in considerazione fra le priorità della ricerca a Foodopolis.
Kim Ji-Hyun, team leader del centro di ricerca provvisorio, ne ha illustrato funzioni e organizzazione. Dotato di una serie di servizi di supporto, fra cui moderni impianti pilota, effettua prove sui prodotti finiti per renderli il più possibile appetibili e attraenti nella presentazione in funzione del mercato di destinazione, con particolare attenzione a confezionamento ed etichettatura.
Il centro, che dispone delle più sofisticate apparecchiature di analisi disponibili sul mercato, fra cui figurano gascromatografi, spettrometri di massa, reometri, HPLC, olfattometri, spettrometri FT-NIR e lingua elettronica, funge da centro di coordinamento per gli altri istituti di ricerca alimentari coreani, Università ma anche centri R&D privati e governativi locali e internazionali. Fra le collaborazioni di prestigio figurano quelle intraprese con realtà di spicco come il centro olandese per la ricerca scientifica applicata TNO e il Fraunhofer Institut tedesco.
Interessante notare che i servizi del centro vengono pagati per il 75% dal Governo.


Opportunità per le aziende italiane

Durante l’edizione milanese di Expo il padiglione della Corea è stato fra i più visitati e apprezzati e l’evento è stata l’occasione per stringere accordi commerciali fra il Paese asiatico e il nostro. Fra questi spiccano quelli intrapresi con la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Parma, a testimonianza delle ottime opportunità che le aziende tricolori hanno e potrebbero cogliere guardando all’Estremo Oriente.

Foodpolis-piantina.jpgLa Zona Industriale (in verde) si sviluppa su 233 ettari e comprende: 1. zona di supporto alle imprese (fra cui 3 centri di Ricerca e Sviluppo, impianti a noleggio, impianti pilota e agenzia coreana del sito); 2. zona di ricerca privato (fra cui istituti di ricerca); 3. zona dei cibi strategici (alimenti funzionali, prodotti biologici, alimenti fermentati, additivi naturali); 4. zona investimenti stranieri; 5. zona distribuzione e logistica; 6. zona alimenti generici; 7. impianti di trattamento dei rifiuti.
La Zona Residenziale (in blu) si sviluppa su 126 ettari e comprende: 1. zona di ospitalità (residenze per stranieri, appartamenti e case); 2. Zona commerciale (fra cui centro congressi, area business, negozi e supermercati); 3. Scuole e Università; 4. Zona culturale (con centro esposizioni e degustazioni degli alimenti e museo del cibo); 5. Parco tematico sul cibo (con fattorie urbane e arena all’aperto per manifestazioni varie).
 

Lascia un commento

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Image
Copyright © 1998-2020 Chiriotti Editori srl Tutti i diritti riservati
Viale Rimembranza, 60 - 10064 Pinerolo - To - Italy - P.IVA e C.F. 01070350010 - Tel. +39 0121.393127 - Fax +39 0121.794480 - email info@foodexecutive.it | Disclaimer
 

PopUp Aholic

AAAAA