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Nuove linee guida europee per invecchiare in salute
Dopo 5 anni, NU-AGE, il progetto finanziato dall’Unione europea, volge al termine portando nuove linee guida dietetiche per gli over 65. Il progetto ha esplorato i determinanti socio-economici per le scelte alimentari tra la popolazione che invecchia in Europa. I ricercatori hanno anche lavorato per determinare come la dieta mediterranea possa promuovere la salute negli anziani e aiuti a prevenire lo sviluppo delle malattie correlate con l’età.
Lo studio è stato condotto in 5 Paesi, Italia, Francia, Polonia, Olanda e Gran Bretagna, per un totale di 1.296 partecipanti. I volontari sono stati suddivisi in due gruppi: il controllo, con una dieta normale, e l’altro che ha seguito una dieta mediterranea ricca di frutta, ortaggi, pesce, carme magra, frutta secca a guscio e olio d’oliva oltre ad alimenti sviluppati appositamente, integratori di vitamina D e supporti per migliorare le abitudini alimentari. Dal confronto dei due gruppi, i ricercatori hanno determinato l’effetto della dieta sui diversi marker correlati alla salute.
Speciale attenzione è stata posta nelle selezione dei nutrienti indispensabili per gli anziani, quali le vitamine D e B2, calcio, acqua e fibre dietetiche, e i ricercatori hanno trasferito questi valori nelle linee guida dietetiche NU-AGE per informare i consumatori su cosa e quanto debbano mangiare di ciascun gruppo di alimenti. Per esempio, al posto di mangiare troppi acidi grassi polinsaturi, i ricercatori suggeriscono quanto pesce contenente questo specifico nutriente dovrebbe essere consumato.
I partecipanti di tutti e cinque i Paesi hanno migliorato la loro dieta secondo le nuove raccomandazioni: i cambiamenti più grandi sono stati osservati tra i volontari francesi, seguiti da polacchi, olandesi e inglesi e per ultimi gli italiani.
Il progetto NU-AGE  aveva anche l’obiettivo di guidare le scelte alimentari e determinare le attitudini e le percezioni dei consumatori anziani nei riguardi delle informazioni relative alla salute. L’indagine è stata condotta attraverso un questionario compilato da tutti i partecipanti indipendentemente dalla dieta che dovevano seguire. I partecipanti hanno affermato che le cinque principali influenze sugli acquisti sono la data di scadenza, il prezzo, il sapore, gli ingredienti e l’abitudine. È stato anche chiesto se utilizzassero l’etichetta nutrizionale e un terzo dei volontari ha risposto di no e solo un quinto di guardarla occasionalmente. La ragione sta nel fatto che è difficile da leggere per i caratteri troppo piccoli o perché contiene troppe informazioni. Comunque, circa i due terzi dei partecipanti, dopo lo studio, si sono dichiarati maggiormente interessati alle informazioni nutrizionali e salutistiche.
I ricercatori hanno utilizzato tecniche riguardanti la genetica, l’epigenetica, la trascrittomica, la metagenomica e la metabolomica per rispondere alle domande riguardanti gli effetti della dieta mediterranea sulle malattie dovute all’età. Le analisi sono ancora in corso e i risultati saranno disponibili a breve.

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