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Ricercatori del VU University Medical Center di Amsterdam, Olanda, hanno confermato che la carenza di vitamina D raddoppierebbe il rischio di un aumento nelle limitazioni funzionali.

I risultati dello studio, pubblicati sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (17 luglio 2013), sono in linea con i risultati dei principali studi che hanno confrontato lo stato della vitamina D e le prestazioni fisiche, nei quali un basso livello di vitamina D era stato associato a una scarsa prestazione fisica e al sua declino nelle persone con età superiore ai 65 anni.

Sono stati analizzati i dati di due gruppi di persone del Longitudinal Aging Study di Amsterdam con età compresa rispettivamente tra i 65 e gli 88 anni (1.237) e tra i 55 e i 65 anni (725) che hanno risposto a domande relative a 6 funzioni della vita quotidiana, quali salire e scendere le scale, problemi a vestirsi e svestirsi, difficoltà a sedersi su una sedia o a rialzarsi, difficoltà a tagliarsi l’unghia dell’alluce, problemi a camminare all’aperto per 5 minuti senza soste e a utilizzare i mezzi pubblici.

Il 56% dei partecipanti alla coorte più anziana e il 30% di quella più giovane hanno dichiarato di avere almeno una limitazione. La carenza di vitamina D nel gruppo più anziano è stato correlato a un aumento significativo delle limitazioni funzionali dopo tre anni, mentre per il gruppo più giovane, la carenza di vitamina D è stata collegata a un aumento delle limitazioni dopo 6 anni.

Pertanto si può affermare che la vitamina D ha un effetto positivo sui muscoli le cui cellule sulla superficie hanno recettori di vitamina D che possono attivare più di 300 geni grazie al legame con la vitamina stessa.

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