Pubblicato in Nutrizione
Differenze fra alimenti bio e convenzionali
Sul  British Journal of Nutrition di febbraio è stato pubblicato il lavoro di un’équipe di ricercatori dell’Università di Newcastle volto a valutare le differenze nutrizionali fra carne e latte biologici e i loro corrispettivi convenzionali.
Lo studio, il più grande di questo tipo e frutto della collaborazione di un team internazionale di esperti guidati dal prof Carlo Leifert dell’Università britannica, ha dimostrato che sia latte che carne biologici contengono circa il 50% in più di acidi grassi omega-3 benefici rispetto ai prodotti ottenuti con metodi convenzionali.
Analizzando i dati provenienti da tutto il mondo, sono stati presi in considerazione 196 lavori sul latte e 67 sulla carne e si sono riscontrate nette differenze prodotti biologici e non, soprattutto in termini di composizione in acidi grassi e concentrazioni di alcuni minerali essenziali e antiossidanti. Secondo i risultati dello studio parrebbe quindi che passare al consumo di carne e latte bio consentirebbe in qualche modo di aumentare l’assunzione di acidi grassi importanti a livello nutrizionale come gli omega-3, legati alla riduzione delle malattie cardiovascolari, ad un migliore sviluppo e funzionalità neurologica e ad una maggiore efficienza immunitaria, quando invece le diete dell'Europa occidentale sono note per apportare una quantità troppo bassa di questi acidi grassi, tanto che l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ne raccomanda un’assunzione raddoppiata. Questo studio suggerisce quindi che il passaggio al biologico consentirebbe in qualche modo di migliorare l'apporto di questi nutrienti importanti.


Bisogna aumentare l’assunzione di omega-3

In particolare, il consumo di carni e latte bio aumenterebbe l’assunzione di grassi omega-3 senza aumentare quella di calorie e grassi saturi. Ad esempio, mezzo litro di latte intero bio (o l’assunzione equivalente di grassi con altri latticini come burro e formaggio) fornisce circa il 16% (39 mg) della razione quotidiana raccomandata di omega-3 a catena molto lunga, contro l’11% del latte convenzionale (25 mg).
Altre variazioni positive nei profili dei grassi comprendono i più bassi livelli di acido miristico e palmitico nella carne biologica e un più basso rapporto di omega-3/omega-6 nel latte biologico. Sono anche stati osservati livelli più alti di vitamine liposolubili come la vitamina E e carotenoidi e il 40% in più di CLA nel latte biologico.
Lo studio ha mostrato che i migliori profili di acidi grassi del latte biologico sono strettamente legati al pascolo all'aperto e ad un'alimentazione delle lattifere a base di mangimi a bassa concentrazione, come prescritto dalle norme dell'agricoltura biologica.
Le due nuove revisioni sistematiche della letteratura descrivono anche i risultati recentemente pubblicati di diversi studi di coorte madre-bambino che collegano il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari biologici ad un ridotto rischio di alcune malattie, fra cui l’eczema nei lattanti.


Le motivazioni di una scelta bio

Secondo Carlo Leifert chi sceglie latte e carne biologici lo fa fondamentalmente per tre ragioni: migliore benessere degli animali, impatto positivo dell'allevamento biologico sull'ambiente e benefici per la salute percepiti, ma molto meno si sa circa gli effetti sulla qualità nutrizionale, e da qui la necessità di questo studio. Molte di queste differenze derivano dalle tecniche di allevamento bio e sono determinate dalle differenze di intensità della produzione – dove gli animali vengono allevati all'aperto e nutriti con erba, dando luogo a latte e carne con una composizione costantemente più elevata di acidi grassi desiderabili come gli omega-3, e più scarsi di acidi grassi correlati alle malattie cardiache e ad altre patologie croniche.


La corretta assunzione di iodio

Un altro dato emerso dallo studio  è che il latte convenzionale contiene il 74% di iodio in più, il che è un'informazione importante, soprattutto per i consumatori del Regno Unito, dove il sale da tavola iodato non è ampiamente disponibile.
La concentrazione di questo elemento è bassa nella maggior parte dei cibi, ad eccezione dei frutti di mare, perciò l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’arricchimento del sale da tavola con lo iodio. Anche l’arricchimento del mangime con iodio viene ampiamente praticato per aumentarne le concentrazioni sia nel latte biologico che convenzionale.
Gillian Butler, co-autore e docente di alimentazione animale presso l'Università di Newcastle, spiega che esiste un margine relativamente ristretto tra carenza di iodio nella dieta (<140 mg/die) e assunzione eccessiva (>500 mg/die), che può portare a tireotossicosi, per cui ottimizzare l’assunzione dell’elemento rappresenta una sfida, dal momento che a livello globale sembra essere più preoccupante l’assunzione eccessiva, piuttosto che quella inadeguata.
Negli Stati Uniti, in Cina, Brasile e molti Paesi europei, dove il sale arricchito con iodio è ampiamente utilizzato, elevati livelli di iodio nel latte possono aumentare il rischio di eccessiva assunzione nelle persone che consumano molti latticini. Per questo motivo, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha proposto una riduzione del livello di iodio nel mangime per bovini da 5 a 2 mg per kg di mangime.
Tuttavia, nel Regno Unito, dove il sale iodato non è ampiamente disponibile, la popolazione assume prevalentemente un adeguato quantitativo di iodio attraverso latte e derivati. I dati dell’inchiesta nazionale britannica su dieta e nutrizione (NDNS) suggeriscono che questi prodotti apportino fra il 31% e il 52% dello iodio assunto con l’alimentazione, dove nel Paese la dose giornaliera raccomandata è di 140 mg/giorno e poco più della metà proviene da fonti alimentari diverse dai prodotti lattiero-caseari. Sulla base dei risultati dello studio, mezzo litro di latte, biologico o convenzionale, fornirebbe rispettivamente il 53% o l’88% della dose giornaliera raccomandata di iodio. Tuttavia, le donne incinte e che allattano necessitano di un maggiore apporto (250 mg/die) e sono quindi più a rischio di carenza di iodio, che potrebbe influenzare lo sviluppo neurologico dei nascituri.


I vantaggi di una dieta bio

Questo studio si basa su un precedente lavoro dello stesso team – che ha coinvolto esperti provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Italia, Svizzera, Norvegia e Polonia – volto a indagare la composizione delle colture biologiche e convenzionali. Esso, pubblicato come l’attuale sul British Journal of Nutrition, ha dimostrato che le colture biologiche e gli alimenti da esse derivati contengono fino al 60% in più di svariati antiossidanti impostanti rispetto alle colture convenzionali, oltre a contenere meno cadmio, un metallo tossico.
Questi lavori hanno quindi dimostrato senza dubbio alcuno che esistono differenze di composizione tra alimenti biologici e convenzionali. Nel loro insieme, i tre studi su vegetali, carne e latte suggeriscono che passare al consumo di frutta, verdura, carne e prodotti caseari biologici consentirebbe di assumere con la dieta una quantità significativamente più elevata di antiossidanti e acidi grassi omega-3.
Tuttavia, sono necessari studi più numerosi e ben progettati prima di poter stimare con precisione le differenze di composizione delle carne di animali da allevamento e di molti composti importanti sotto il profilo nutrizionale (vitamine, minerali, metalli tossici e residui di pesticidi), in quanto attualmente sono troppo pochi i dati disponibili per fare paragoni.
Nondimeno, il fatto che oggi diversi studi di coorte madre-bambino correlino il consumo di alimenti biologici con effetti positivi sulla salute sottolinea l’importanza di ulteriori indagini degli effetti dei metodi di coltivazione e allevamento sulla salute umana. Gli autori evidenziano infine che ad oggi sono molto pochi gli studi che hanno messo a confronto  le carne biologiche e non, per cui anche risultati significativi possono ancora portare ad un elevato grado di incertezza.
Bibliografia

Lascia un commento

Image
Copyright © 1998-2020 Chiriotti Editori srl Tutti i diritti riservati
Viale Rimembranza, 60 - 10064 Pinerolo - To - Italy - P.IVA e C.F. 01070350010 - Tel. +39 0121.393127 - email info@foodexecutive.it | Disclaimer