Pubblicato in Ricerca Applicata
Gli acidi grassi trans non sono così pericolosi per la salute
Sull’edizione del 22 settembre 2015 dell’European Heart Journal, ricercatori tedeschi hanno pubblicato i risultati del loro studio sugli effetti sulla salute degli acidi grassi trans.
Gli acidi grassi trans sono prodotti attraverso un processo di idrogenazione degli oli dall’industria alimentare, ma sono anche presenti naturalmente in tracce nei prodotti lattiero caseari. Alti livelli possono portare a un eccesso di colesterolo, problemi cardiaci e diabete e sono stati messi in relazione a infertilità, Alzheimer e alcuni tumori. A oggi non è chiaro quale sia la concentrazione più elevata sicura per gli uomini e se ci siano differenze tra i TFA prodotti industrialmente e quelli presenti in natura.
I ricercatori hanno misurato le concentrazioni di TFA trovati nelle membrane dei globuli rossi dei partecipanti allo studio Ludwigshafen Risk and Cardiovascular Health: 3.259 persone, dal 1997 al 2000, dopo essere state ricoverate in ospedale per sottoporsi a un’angiografia coronarica; nel corso dei 10 anni successivi, 975 di questi pazienti sono morti (30%).
I ricercatori hanno analizzato i campioni di sangue per identificare la concentrazione totale di TFA e distinguere quelli industriali da quelli naturali. Hanno poi correlato queste informazioni con le cause di morte, la storia clinica e altri fattori che avrebbero potuto influenzare i risultati quali l’assunzione di farmaci anti-colesterolo o il fumo, la mancanza di esercizio fisico, l’indice di massa corporea (BMI), il diabete e la pressione alta.
È stato riscontrato che alti livelli di TFA nelle membrane cellulari sono associati a una maggiore concentrazione di LDL, a un minore BMI, a livelli più bassi di trigliceridi nel sangue, a una minore resistenza all’insulina e a un ridotto rischio di diabete. E sorprendentemente, i TFA naturali sono associati a una minore percentuale di decessi; inoltre, è stato osservato che l’aumento delle concentrazioni dei TFA prodotti industrialmente non è seguito da un incremento della mortalità, a dispetto delle osservazioni registrate negli Stati Uniti. Forse perché nei pazienti tedeschi le concentrazioni di TFA erano generalmente molto minori di quelle trovate nei pazienti americani. Infatti la percentuale di TFA nel sangue dei partecipanti era compresa tra 0,27 e 2,40% degli acidi grassi totali con una media appena al di sotto dell’1%. Uno studio analogo condotto nello stesso periodo negli Stati uniti ha riportato una media di TFA  superiore al 2,6% degli acidi grassi totali.
I risultati di questo studio mostrano che i livelli trovati di TFA prodotti industrialmente non rappresentano un rischio per la salute e che l’acido trans-palmitoleico, che si trova nel latte e nella carne dei ruminanti, è associato ai livelli migliori di glucosio nel sangue e a una minore mortalità da problemi cardiaci.
Secondo una ricerca precedente, il consumo di TFA in Europa varia in modo considerevole, con i Paesi mediterranei che tradizionalmente utilizzano più olio d’oliva e meno oli vegetali idrogenati dei Paesi del Nord Europa e di alcuni Paesi dell’Europa dell’est. I dati di questa ricerca confermano, comunque, che i TFA naturali devono essere considerati in modo differente da quelli prodotti industrialmente.

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