Pubblicato in Ricerca Applicata
Un nuovo batterio per la degradazione del PET
Ricercatori giapponesi hanno identificato una specie di batterio che utilizza solo due enzimi per degradare un polimero resistente, come risulta dall’articolo pubblicato su Science (vol. 351, n. 6278, pagg. 1196-1199, 2016).
Il PET, polietilene tereftalato, è un polimero molto comune e nel 2013 sono stati prodotti circa 56 milioni di tonnellate di questo materiale plastico. Anche se molto conveniente per gli uomini, questo materiale plastico è altamente resistente alla degradazione e il suo accumulo nell’ecosistema, soprattutto negli oceani, altera gli habitat naturali e danneggia l’ambiente.
Motivati dall’accumulo del PET nell’ambiente, i ricercatori hanno cercato un tipo di batterio in grado di digerire la plastica; hanno raccolto 250 campioni di terreno e fango dal piazzale di un impianto di riciclo del PET e hanno analizzato le diverse specie di batteri presenti. Hanno identificato un nuovo batterio, denominato Ideonella sakaiensis 201-F6, che è in grado di degradare completamente un film sottile di PET in sei settimane alla temperatura di 30°C. Il ceppo 201-F6 utilizza solo due enzimi per rompere il polimero in componenti più semplici: il primo rompe il PET in un composto chiamato MHET, mentre il secondo degrada ulteriormente questo composto in MET.
Gli enzimi del ceppo 201-F6 potrebbero essere utilizzati dall’uomo per distruggere le masse di PET accumulate in nature, ma sono necessari ulteriori studi per l’applicazione industriale.

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