Pubblicato in Ricerca Applicata
Il prof. Girish Ganjyal mostra snack estrusi e addizionati di polpa di carota. (Credit: Scott Weybright, WSU)
Sulla rivista LWT-Food Science and Technology (vol. 68, maggio 2016, pagg. 391-399) ricercatori tailandesi e americani hanno pubblicato i risultati di uno studio condotto sulla qualità nutrizionale degli snack estrusi a base di amido di mais.
Con questo studio è stato scoperto come può essere aggiunta all’amido di mais la polpa rimanente dall’estrazione del succo delle carote.
Sono state provate concentrazioni del 5, 10 e 15% di polpa di carota: la polpa non influisce sul sapore degli snack e con il 5% si ottiene il risultato migliore. Oltre ad aggiungere fibre e alcuni importanti nutrienti agli alimenti, la ricerca suggerisce un utilizzo per gli scarti di lavorazione: infatti questa polpa è il sottoprodotto della produzione industriale di succo di carota e non solo: anche mela, ciliegia, mirtillo e uva. Con l’aumentare della produzione di succo si ha un maggiore quantitativo di sottoprodotto da smaltire. Questo può essere un modo per utilizzare gli scarti e al contempo aggiungere valore nutrizionale agli snack senza influire sulla texture o sul sapore.

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