Pubblicato in Ricerca Applicata
I peptidi nel latte fermentato potrebbero ridurre la pressione sanguigna
I prodotti derivati dal latte fermentato in grado di diminuire la pressione sanguigna e il battito cardiaco possono offrire una valida alternativa ai farmaci antipertensivi. Queste effetto è stato attribuito a peptidi bioattivi che sono rilasciati durante la fermentazione. Sul Journal of Dairy Science (vol. 99, n. 6, pagg. 4099-4110, 2016) è stata pubblicata una rassegna delle informazioni disponibili (studi in vitro e in vivo) relativi alla valutazione del latte fermentato contenente peptidi antipertensivi. È stato messo in evidenza che pochi latti fermentati disponibili in commercio hanno effetti antipertensivi: solo quelli sviluppati utilizzando Lactobacillus helveticus. I ricercatori messicani riportano che i peptidi bioattivi del latte comprendono fino a 20 residui di aminoacidi che, oltre a essere una buona fonte di aminoacidi essenziali, hanno anche proprietà biologiche specifiche, comprese le azioni antiossidanti e antipertensive. 
I ricercatori fanno notare che la strategia più comune per selezionare un latte fermentato con una potenziale azione antipertensiva è di identificare in vitro i peptidi ACE inibitori. Ma alcuni ceppi che in vitro inibiscono l’enzima ACE non riducono la pressione sanguigna nei ratti. Studi in vivo hanno dimostrato che gli effetti ipotensivi del latte fermentato con la somministrazione per via orale di latte fermentato a ratti. I ricercatori hanno valutato 13 studi con ratti spontaneamente ipertensivi e 7 studi clinici controllati randomizzati nei quali è stato dimostrato un effetto antipertensivo. La maggior parte si basa sul Lactobacillus helveticus.
Diversi prodotti a base di latte fermentato già in commercio attribuiscono il loro effetto ipotensivo ai peptidi bioattivi presenti nel prodotto e alcuni di questi prodotti sono brevettati. Ma i ricercatori fano notare che questi prodotti contengono minerali, quali potassio e calcio, che potrebbero avere un effetto positivo sulla pressione sanguigna.
Un recente studio presentato, da ricercatori italiani dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto e dell’Università Cattolica di Piacenza, al congresso di quest’anno dell’American Society of Hypertension ha dimostrato che 28 grammi al giorno di Grana Padano DOP consumati per due mesi hanno avuto un effetto antipertensivo in 30 adulti ipertesi. Dopo questo periodo, infatti, i partecipanti avevano un valore di 7-8 mmHg inferiore di pressione sistolica e di 5-7 mmHg inferiore di pressione diastolica. L’effetto è stato attribuito ai peptidi contenuti nel formaggio.

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