Pubblicato in Ricerca Applicata
Una sonda a fluorescenza crea una mappa termica del rame nelle cellule di grasso bianco. Alti livelli di rame sono evidenziati in giallo e rosso. L’immagine a sinistra mostra livelli normali di rame in cellule di topi, mentre a destra mostra un basso livello di rame.  Credit: Lakshmi Krishnamoorthy and Joseph Cotruvo Jr./UC Berkeley
Sulla rivista Nature Chemical Biology (6 giugno 2016) ricercatori americani hanno pubblicato un’ulteriore conferma del fatto che il rame è un nutriente essenziale per la fisiologia umana: è necessario per formare i globuli rossi, assorbire il ferro, sviluppare il tessuto connettivo, sostenere il sistema immunitario e, per la prima volta in questo articolo, è stato accertato il suo ruolo nel metabolismo dei grassi.
Il gruppo di ricercatori ha riscontrato che il rame è essenziale per la rottura delle cellule adipose; agisce come regolatore e più rame è presente e più grasso è bruciato. Una carenza di questo nutriente potrebbe essere correlata all’obesità e alla malattie a essa connesse.
Il rame potrebbe ristabilire un modo naturale di bruciare i grassi; questo nutriente, non sintetizzabile dal nostro organismo, è presente in alimenti, quali ostriche e altri crostacei, ortaggi dalle foglie verdi, funghi, semi, fratta secca a guscio e fagioli. L’assunzione media di rame con la dieta dovrebbe essere di circa 700 µg/die e, secondo i dati forniti dal Food and Nutrition Board solo il 25% della popolazione americana assume giornalmente una quantità sufficiente di rame. Bisogna comunque stare attente all’assunzione di integratori di rame perché quantità eccessive possono portare a scompensi con altri minerali essenziali, quali lo zinco.
Nello studio sono stati utilizzati ratti con una mutazione genetica che causa l’accumulo di rame nel fegato: è risultato che questi ratti hanno depositi di grasso maggiori della media rispetto a ratti normali. Inoltre, il tessuto adiposo bianco dei ratti geneticamente modificati ha livelli inferiori di rame rispetto al controllo. Questa disfunzione, conosciuta come malattia di Wilson, si può presentare anche negli uomini e può essere fatale se non è curata. È stato riscontrato che il rame si lega con un enzima che facilita la lipolisi. 

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