Pubblicato in Salute e Benessere
La dieta mediterranea abbatte il rischio di malattie cardiache
Uno studio presentato a marzo all’incontro annuale dell’American College of Cardiology di San Diego, in California, illustra con dati scientifici che l’attenersi ad un modello dietetico mediterraneo rappresenta il maggiore fattore di protezione contro il verificarsi di problemi cardiaci fatali e no.
L’indagine, condotta su 2.500 adulti greci di età compresa fra i 18 e gli 89 anni nel periodo compreso fra il 2001 e il 2012, ha portato al risultato che coloro che seguivano più rigorosamente i dettami della dieta mediterranea tipo, ovvero un’alimentazione ricca di frutta e verdura fresca, cereali integrali, legumi, frutta secca, pesce, olio di oliva e magari un bicchiere di vino rosso, avevano una riduzione del rischio di andare incontro a malattie cardiache pari al 47%. In particolare, l’attenersi ad un regime alimentare di questo tipo è risultato più protettivo dell’attività fisica.
Lo studio rafforza i dati emersi da studi precedenti tesi a dimostrare la correlazione fra salute e dieta, ed è il primo a registrare per 10 anni consecutivi il rischio di patologie cardiache nella popolazione generale, mentre quelli precedenti si erano concentrati sulla fascia di mezza età di 10 anni il rischio di malattia cardiaca in una popolazione generale. La maggior parte degli studi precedenti si erano invece concentrati su persone di mezza età.
Il lavoro, i cui autori sono Ekavi Georgousopoulou e Demostenes B. Panagiotakos della Harokopio University di Atene, ha dimostrato che la dieta mediterranea risulta vantaggiosa per tutta la popolazione – di entrambi i sessi, tutte le età, sia sani che con qualche problema di salute – esplicando effetti benefici diretti per la salute del cuore, in aggiunta ai quelli indiretti nel trattamento del diabete, dell'ipertensione e dell'infiammazione.
I ricercatori hanno estrapolato i dati sull’influenza della dieta considerando l’adesione più o meno stretta al modello alimentare mediterraneo, ed hanno scoperto che maggiore era questa adesione, minore era il rischio cardiaco, indipendentemente da altri fattori di rischio, come età, genere, storia familiare, livello di educazione, indice di massa corporea, abitudine al fumo, ipertensione, diabete e ipercolesterolemia. Lo studio ha inoltre confermato i risultati di studi precedenti che indicano che il sesso maschile, l'età avanzata, il diabete e alti livelli di proteina C-reattiva – un indice di infiammazione – sono associati ad un aumentato rischio di malattie cardiache.
Precedenti ricerche avevano invece dimostrato che la dieta mediterranea tradizionale è legata alla perdita di peso, alla riduzione del rischio di diabete, ad una pressione sanguigna più bassa e livelli di colesterolo nel sangue inferiori, oltre alla riduzione del rischio di malattie cardiache.
Secondo Georgousopoulou l’adozione di questo regime alimentare, peraltro basato su gruppi di alimenti piuttosto comuni e facile da trovare, potrebbe rappresentare uno strumento utile ed economico perché la popolazione in generale si prendesse cura della salute del proprio cuore.

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